Come curare il piede ischemico

Come curare il piede ischemico?

Il dolore al piede e spesso il risultato di uno squilibrio posturale che parte dal bacino.

Cosa vuol dire piede ischemico?

L’ischemia, o scarso flusso di sangue, è una conseguenza della vasculopatia ostruttiva periferica ovvero il restringimento dei vasi sanguigni che si manifesta nel piede diabetico-ischemico.

A causa dell’accumulo di lipidi ed altre sostanze che si depositano sulle arterie al di sotto del ginocchio, si verifica tale restringimento che compromette la circolazione sanguigna.
Le conseguenze per il piede, quindi, sono:

Di seguito vedremo come curare un piede ischemico.

 

Cura e trattamento.

Il trattamento di un’arteriopatia può variare a seconda della gravità del quadro clinico individuale.

Come curare il piede ischemico? La terapia fisica può prevedere di camminare fino al momento in cui si inizia a percepire dolore, quindi fare quindi una breve pausa per poi proseguire, aumentando gradualmente la distanza percorsa senza provare dolore.
Questo esercizio può contribuire allo sviluppo di una circolazione collaterale più efficiente.

Fondamentale è la detersione locale della lesione ulcerosa poichè, la mancata cura comporta a ridurre la possibilità di guarigione, esponendo il paziente ad un’eventuale amputazione del piede, a causa della formazione di cancrena.

La terapia prevede anche:

  • Bende e garze sterili in modo da bloccare sanguinamenti avvenuti da lesioni, ferite o ulcere, in modo da impedire il contatto con batteri.
  • Rivascolarizzazione arteriosa, per rafforzare la circolazione sanguigna agli arti inferiori.
  • Antibiotici specifici mirati a contrastare l’infezione, per endovena o per via orale in base alla gravità dell’infezione. Da non escludere il ricovero per qualche giorno.
  • Analgesici ed antidolorifici, dietro consulto medico, in caso di forte dolore al piede.
  • Intervento chirurgico, che prevede l’asportazione di tessuto infetto.
  • Ossigenoterapia iperbarica (terapia mediante l’utilizzo di ossigeno puro con pressione maggiore della norma. Velocizza la cura e la cicatrizzazione delle ferite oltre che limitare la proliferazione di batteri).

Da non sottovalutare la prevenzione:

  • Molta attenzione all’igiene dei piedi e alle unghie.
  • Trattare subito calli o infezioni fungine.
  • Smettere di fumare.
  • Indossare calzature comode.
  • Utilizzare tutori o piani di appoggio.

In presenza di ulcere è essenziale:

  • Riposo
  • Fare una cura antibiotica in modo da prevenire le infezioni
  • Assumere farmaci con effetto antiaggregante piastrinico per ridurre la possibilità di coaguli di sangue nelle arterie occluse
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    📚 Riferimenti bibliografici

    1. [1]Pohl MB, et al. Associations of Foot Posture and Function to Lower Extremity Injury. Phys Ther Sport. 2014. → Leggi su PMC

      La postura del piede e la sua funzione sono direttamente correlate alla posizione del bacino. Alluce valgo, piede piatto, sperone calcaneare riflettono quasi sempre un carico asimmetrico che origina dalla rotazione pelvica.

    2. [2]Kim SH, et al. Effects of Pelvic-Tilt Imbalance on Disability. Healthcare. 2023. → Leggi su PMC

      Lo squilibrio pelvico redistribuisce il carico sugli arti inferiori fino al piede. Correggere il bacino riduce il carico patologico sulle strutture plantari meglio di qualsiasi intervento locale isolato.

    3. [3]Barwick A, et al. Foot Pronation Contributes to Altered Lower Extremity Kinematics. Gait Posture. 2012. → Leggi su PMC

      La pronazione del piede modifica la cinematica di tutto l’arto inferiore. Le patologie del piede sono spesso la manifestazione distale di un problema biomeccanico che origina piu` in alto nella catena posturale.

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    Francesco Conton — Fisioterapista, Osteopata e Posturologo. Ideatore del Metodo Fenice. Riceve nei centri de La Fenice.

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    Francesco Conton, Osteopata D.O. con oltre 20 anni di esperienza clinica, tratta ogni anno circa 3.000 pazienti nei centri La Fenice di Mestre, Padova e Treviso. Il tempo medio di risoluzione varia da 5 a 10 sedute.

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