Camminare sulla Sabbia follia o terapia

Camminare sulla Sabbia : follia o terapia?

Camminare sulla sabbia 

L’estate sta arrivando e finalmente ci possiamo concedere le tre cose delle cui la nostra vita frenetica ha più bisogno:

  1. Riposo mentale e fisico
  2. Tempo di qualità passato con la nostra famiglia o con i nostri amici
  3. Tempo libero per distrarsi dalle occupazioni dell’anno.

Io per esempio non vedo l’ora che arrivi l’estate per spostare la famiglia al mare e scappare li appena posso per stare con le mie figlie e mia moglie, giochiamo con la sabbia, giriamo per il mare a fare foto con il mio kayak gonfiabile ecc.

Detto questo ci sono altre cose che possiamo sperimentare in vacanza che ci fanno davvero molto bene e oggi parliamo del camminare sulla sabbia

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CAMMINARE SULLA SABBIA : SOLO IN SPIAGGIA?

Beh quando parlo di camminare sulla sabbia chiaramente sto parlando a quelle persone che andranno al mare, ma anche chi va in montagna può fare delle belle passeggiate, ma c’è subito una grandissima differenza da notare:

  1. al mare si cammina a piedi scalzi su un terreno molto cedevole e modellabile
  2. in montagna con scarpe da trekking o scarponi si cammina su un suolo molto duro.

Per questa differenza le due attività sono completamente diverse; la differenza la fanno due elementi molto importanti

  1. la superficie di appoggio
  2. l’impiego o meno di calzature

Teniamo presente che la superficie di appoggio gioca un ruolo posturale enorme del quale non ci accorgiamo nemmeno:

In una superficie cedevole come la sabbia il nostro sistema postura deve continuamente fare dei micromovimenti di aggiustamento per mantenere un equilibrio corretto. E’ stato ampiamente dimostrato che più un terreno è sconnesso più sforziamo la nostra postura a funzionare bene.

Detto ciò si capisce molto bene che se siamo anche senza scarpe chiediamo anche al piede di adattarsi meglio possibile al terreno per favorire il corpo a tenere una postura corretta.

CAMMINARE SULLA SABBIA : COMA MAI TUTTI LO CONSIGLIANO

Se ci pensate non è la prima volta che sentite qualcuno che consiglia di camminare sulla sabbia vero? Infatti è una di quelle frasi che spesso ortopedici, fisiatri o megli ancora medici di base vi consigliano per migliorare la vostra postura.

Ed è un bel consiglio davvero!

Camminare sulla spiaggia e in particolare sul bagnasciuga è davvero una attività motoria tutta particolare ma vediamo perchè:

Anzitutto per camminare sulla sabbia bagnata o asciutta abbiamo bisogno di un piede che sappia adattarsi bene al cambiamento dell’appoggio che solo la sabbia riesce a dare.

In pratica quando appoggiamo il piede e ci mettiamo sopra il peso, la sabbia tende a cedere sotto le zone dove ‘ applicato molto peso e a sostenere invece le zone meno pesanti

Ad ogni passo, quindi avviene un massaggio continuo della pianta del piede che si può quasi paragonare ad un bel massaggio ai piedi.

Nello specifico quando camminiamo sulla sabbia riceviamo una mobilizzazione di molte (non tutte) le articolazioni del piede. A volte, se il piede è particolarmente rigido può essere anche un poco doloroso camminare sulla sabbia ma di sicuro fa un gran bene!

CAMMINARE SULLA SABBIA : POSSIAMO PARLARE DI TERAPIA?

Fino a qui sembra tutto rose e fiori, ma c’è anche di piu:

Camminare sulla spiaggia può essere davvero considerata una terapia per tutte quelle persone che soffrono di problematiche posturali del piede come ad esempio:

  • fascite plantare
  • piede piatto
  • alluce valgo
  • alluce rigido
  • blocco di caviglia

Questo perchè come ho gia detto la camminata sul bagnasciuga mobilizza tutte le articolazioni che a causa dell’utilizzo di scarpe o con problematiche posturali della colonna tendono a bloccarsi.

Come ho gia detto, forzare delle articolazioni limitate può essere anche un po doloroso, ma è un buon dolore, perchè ricordiamoci sempre che

“LE MALATTIE DELLE ARTICOLAZIONI VENGONO QUASI SEMPRE PER RIDUZIONE DEL MOVIMENTO”

Di conseguenza se muovo qualcosa di rigido faccio solo che una cosa buona

CAMMINARE SULLA SABBIA : DEVO STARE ATTENTO A QUALCOSA?

Si, direi proprio di si.

Teniamo presente che bisogna aspettarsi la cosa corretta: Il camminare non è e non sarà mai una soluzione del problema, può essere invece molto spesso un sistema per ridurre il dolore da piede rigido ma ci sono dei ma:

INTANTO GODETEVI LE VACANZE E CI VEDIAMO A SETTEMBRE (CON UNA SORPRESA)

Il dolore muscolo-scheletrico ricorrente e spesso il segnale di uno squilibrio posturale non diagnosticato.

Come possiamo aiutarti?

Se stai affrontando un problema legato a riabilitazione muscolo-scheletrica e postura, il primo passo è una valutazione completa con uno specialista. Nel nostro centro applichiamo il Metodo Fenice: un approccio integrato che unisce fisioterapia, osteopatia e posturologia per trovare la causa reale del problema, non solo gestire il sintomo.

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    📚 Riferimenti bibliografici

    1. [1]Wainner RS, et al. Regional Interdependence: A Musculoskeletal Examination Model. J Orthop Sports Phys Ther. 2007. → Leggi su PMC

      Il modello di regional interdependence e la base scientifica della valutazione posturale globale: nessun distretto e isolato. Le disfunzioni si propagano lungo la catena in modo prevedibile.

    2. [2]Kim SH, et al. Effects of Pelvic-Tilt Imbalance on Disability. Healthcare. 2023. → Leggi su PMC

      Il bacino e il fulcro della postura. Il suo squilibrio produce effetti a cascata su tutta la colonna e gli arti. Correggere il bacino e il punto di partenza di qualsiasi piano terapeutico efficace.

    3. [3]Pillastrini P, et al. Effects of Global Postural Re-Education on Pain and Functionality. Syst Rev. 2024. → Leggi su PMC

      La rieducazione posturale globale produce risultati piu stabili rispetto agli esercizi localizzati. Lavorare sull’intera catena posturale e la strategia piu efficace nel dolore cronico.

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      Francesco Conton — Fisioterapista, Osteopata e Posturologo. Ideatore del Metodo Fenice. Riceve nei centri de La Fenice.

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      Francesco Conton, Osteopata D.O. con oltre 20 anni di esperienza clinica, tratta ogni anno circa 3.000 pazienti nei centri La Fenice di Mestre, Padova e Treviso. Il tempo medio di risoluzione varia da 5 a 10 sedute.

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